Visual Merchandiser: come diventarlo, cosa fa e quanto guadagna

Lo scenario del Visual Marketing

Il Visual marketing è la disciplina che studia il rapporto che intercorre fra oggetto, contesto in cui viene inserito ed immagine.

È applicato principalmente nei settori moda e design e rappresenta un punto di contatto interdisciplinare tra economia, leggi della percezione visiva e psicologia cognitiva.

Elemento fondamentale del marketing moderno, il visual marketing pone al centro dello studio e dell’analisi critica la capacità di un oggetto di essere “protagonista” della comunicazione visiva

Il prodotto e la sua comunicazione visiva diventano così inscindibili e la loro fusione è la componente che raggiunge il pubblico, influenzandone e determinandone le scelte (in un meccanismo comunicativo di persuasione “un oggetto quindi non è più il risultato tecnico di risposta ad una funzione necessaria, ma il sunto fra immagine, funzione ed emozioni che gli vengono cucite addosso (cit. Paolo Schianchi,Visual marketing).

Spesso è confuso con il Visual merchandising che rappresenta invece una sua declinazione.

Il Visual merchandising è l’insieme di operazioni che collocano il prodotto all’interno del punto di vendita in sintonia con le scelte del format (o strategia commerciale) e che riguardano il sistema espositivo, l’ambientazione, l’illuminazione, la grafica.

Esso indica una serie di operazioni molto più complesse di una semplice esposizione di prodotti: un linguaggio commerciale creativo.

Il Virtual merchadising si occupa dell’atmosfera prodotta dagli stimoli sensoriali che il prodotto esposto è in grado di indurre nel cliente per attirarne maggiormente l’attenzione e aumentare i volumi di vendita.

Per la creazione di questi stimoli sensoriali, vengono utilizzati i 5 sensi che l’uomo ha a disposizione:

  • Vista: è la più importante in quanto giunge per prima al consumatore, tutto deve essere ben visibile con uno sguardo.
  • Udito: l’utilizzo di musiche o suoni che rappresentino la filosofia della marca.
  • Olfatto: grazie all’utilizzo di fragranze si stimolano i ricordi limbici nel cervello del consumatore.
  • Tatto: fondamentale per poter abbattere la barriera tra consumatore e produttore; tutta la merce deve essere “toccabile”, dall’abbigliamento al tecnologico.
  • Gusto: grazie alla possibilità dell’assaggio si avvicina il prodotto al consumatore.

Importante ricordare che tutti i sensi devono seguire un filo logico, lo stile del marchio.

Il Visual merchandising è inoltre una tecnica che serve a facilitare la preselezione e l’acquisto da parte del cliente esponendo la merce in una sequenza logica riferita alla priorità di scelta del cliente stesso (per esempio la sequenza di utilizzo).

Chi è il Visual merchandiser

Visual-Marketing

Oggi la crisi ha evidenziato e portato al successo alcune professioni in realtà da sempre esistite, ma che ultimamente hanno dovuto piegarsi alle nuove tendenze e dunque reinventarsi in modo più professionale e creativo.

Il Visual merchandiser è probabilmente una delle professioni meno conosciute da chi non lavora a stretto contatto con gli esercizi commerciali, nonostante sia, di fatto, l’evoluzione del classico vetrinista.

Questa è una figura professionale divenuta oggi indispensabile nell’ambito del commercio e della vendita di prodotti, perché il suo compito è catturare l’attenzione del clienti sfruttando tecniche di promozione, di marketing e di interior design.

Il Visual merchandiser si occupa della parte visual del punto vendita: espone la merce in maniera accattivante per incentivare le vendita, si occupa dell’allestimento della vetrina.

Il suo è un lavoro molto creativo per il quale è peraltro necessario saper anche lavorare in squadra, due caratteristiche non facilmente conciliabili.

Il Visual merchandiser è un professionista di alto livello che opera nel mondo del retail, ossia delle vendite al dettaglio in negozi, botteghe, centri commerciali, megastore, ecc.

Il Visual merchandiser è sempre aggiornato sulle ultime tendenze, spesso anticipandole, e ha uno spiccato gusto estetico.

É fondamentale che sappia cogliere spunti e ispirazioni e rielaborarli con gusto, personalità e fantasia.

Il suo operato dev’essere orientato alla vendita e quindi all’incremento del fatturato del negozio.

Cosa fa il Visual merchandiser

Il Visual merchandiser si occupa della disposizione dei prodotti all’interno del punto vendita – a differenza del vetrinista che, invece, lavora esclusivamente sull’allestimento della vetrina.

Se il compito del vetrinista è quello di creare una scenografia d’impatto per i prodotti, un allestimento che attiri il cliente e lo invogli ad entrare nel negozio, lo scopo del Visual merchandiser è quello di far rimanere il cliente il più possibile all’interno del punto vendita e fargli vivere un’esperienza d’acquisto coinvolgente e completa.

Per rendere la visita in un negozio un’esperienza – ossia molto di più – non sono necessarie solamente fantasia, creatività e abilità pratica nell’allestimento, ma anche spiccato gusto estetico e una solida preparazione nelle tecniche di comunicazione e marketing del prodotto.

Questo significa conoscere i comportamenti d’acquisto delle varie tipologie di clientela in relazione ai prodotti che si stanno esponendo per produrre un allestimento che stimoli il cliente ad avvicinarsi al prodotto e lo invogli all’acquisto.

Lo scopo primario del lavoro del Visual merchandiser non è la gradevolezza estetica dell’allestimento fine a se stessa, ma la costruzione di un percorso d’acquisto emozionante che termini con la vendita.

Nel suo stare all’interno del negozio, il cliente deve percepire i valori del brand e immedesimarsi con esso: in questo modo, se lo sentirà suo, ritornerà.

Per iniziare, il Visual merchandiser provvede all’allestimento delle vetrine, mai casuale, costui è un creativo che visualizza nella sua mente un possibile allestimento, per poi realizzarlo ad arte con lo scopo di attirare il consumatore.

Non è una questione meramente pratica o artistica, ma piuttosto psicologica, perché una vetrina, per attirare qualcuno, deve superare le barriere di difesa mentali che mettono spesso in guardia il consumatore, sospettoso per natura.

Per questo motivo, il Visual merchandiser deve essere esperto di teorie sociologiche e cognitive come ad esempio l’immedesimazione e la teoria dei colori. Di fatto, si tratta di una figura esperta in comunicazione, che fa letteralmente parlare una vetrina.

Per fare un esempio concreto, il Visual merchandiser sa che un consumatore preferisce inquadrare un abito in un contesto a lui familiare, ecco che vengono sempre più spesso utilizzati manichini in posa e calati in un allestimento che possa ricordare al potenziale cliente una situazione che fa parte della quotidianità.

Questo lo aiuterà ad immedesimarsi e a vedersi indossare quell’abito, spingendolo all’acquisto.

Le stesse tecniche di marketing e di vendita vengono ovviamente utilizzate all’interno del negozio, creando un contesto caldo e confortevole, che possa mettere a suo agio il potenziale cliente e favorire dunque la vendita.

Job description del Visual merchandiser

Ecco una lista parziale di alcuni dei compiti più comuni per un Visual Merchandiser.

  • sviluppare concetti di design innovativi che siano pratici, estetici, sicuri e che favoriscano le finalità e le funzioni previste, riflettendo gli obiettivi del cliente e mantenendo sempre il budget del progetto
  • progettare ed assemblare esibizioni permanenti, temporanee o mobili per musei, fiere, conventions, negozi
  • consultare i clienti per determinare le loro esigenze, preferenze e lo scopo dello spazio
  • creare bozze dei progetti basati sulle richieste del cliente
  • utilizzare software di progettazione come AutoCAD o Adobe Creative Suite, per creare i propri design
  • ultimare i progetti e creare piantine dettagliate dopo che il disegno preliminare è stato approvato
  • usare la propria creatività per valorizzare l’estetica delle esposizioni (vetrine, area cassa, spazi espositivi), ed ottimizzare l’uso di luce e spazio
  • reperire i materiali necessari come tessuti, strumenti, illuminazione e gli accessori necessari per eseguire il progetto
  • mantenere le spese entro il budget e negoziare con i fornitori
  • creare delle vetrine accattivanti, impostandole/assemblandole o supervisionando il processo
  • garantire l’uniformità delle vetrine nei vari negozi della stessa azienda, se esistenti
  • modificare le vetrine per promuovere il lancio di nuovi prodotti o per adeguarle alle stagioni o festività (Natale, primavera, autunno, estate).
  • Collaborare con altri professionisti della Distribuzione al Dettaglio come Buyers, Dirigenti e Commercianti per garantire che tutti i negozi abbiano il giusto impatto visivo:
  • richiedere feedback da colleghi e clienti sull’impatto visivo delle vetrine o dello spazio espositivo, eseguendo modifiche, se necessario.
  • Condurre ricerche sulle tendenze attuali e future del design e dello stile di vita, nonché sulle caratteristiche del mercato target di riferimento:
  • mantenersi aggiornati sulle tendenze attuali e sui recenti sviluppi;
  • mantenersi aggiornati sulle tecniche di decorazione più innovative, sui nuovi materiali e le strategie di vendita.

Come diventare Visual merchandiser

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Requisiti di base

Per diventare Visual merchandiser esistono delle scuole e dei corsi specializzati in questa professione, dunque la laurea non è strettamente necessaria, in ogni caso, avere frequentato una facoltà di comunicazione e marketing aiuta il futuro Virtual merchandiser ad appropriarsi maggiormente degli strumenti visivi e creativi che poi dovrà utilizzare nel suo lavoro.

È comunque necessario completare la propria formazione con un corso professionale o un master per vetrinisti, organizzati da molte Camere di commercio, associazioni di categoria e dall’Accademia vetrinistica italiana; superato l’esame finale si ottiene l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Vetrinisti.

Inoltre, è fondamentale ottenere sufficiente esperienza sul campo e creare un portfolio, essere esperti nell’uso di strumenti di progettazione software inclusi Adobe Suite, AutoCAD, Photoshop, e Illustrator.

Il Visual merchandiser deve possedere un grande numero di caratteristiche, molte delle quali non sono strettamente legate al suo compito principale.

Più nello specifico:

  • deve innanzitutto sapere comunicare attraverso oggetti, allestimenti, colori ed esposizioni
  • deve sapere come catturare un potenziale cliente in pochissimi secondi, ovvero quando transita davanti alla vetrina della boutique
  • deve essere in grado di comunicare il messaggio del brand, catturando esattamente il target che quel negozio mira a conquistare.
  • deve conoscere il mercato
  • deve valutare le capacità di spesa del suo pubblico
  • deve promettere qualcosa che rispetti sia i budget di spesa che le tendenze della moda.

Va poi aggiunto che spesso il Visual merchandiser è anche un formatore, in quanto addestra gli addetti alle vendite e li aiuta a rappresentare a loro volta il marchio, trattando il cliente in un certo modo.

Infine, il Visual merchandiser è un leader che sa lavorare in team, che sa rispettare i ruoli altrui e che sa lavorare in modo sinergico con le altre figure all’interno della boutique.

Skill di base del Visual merchandiser

Di seguito si elencano le caratteristiche della figura:

  • propensione alla creatività e grande immaginazione, eccezionale brillantezza stilistica, inclinazione alla sperimentazione di nuove idee
  • abilità interpersonali e comunicative
  • comunicare chiaramente, sia in forma scritta che orale, al fine di fornire istruzioni precise, avere ottime capacità di ascolto per comprendere pienamente le richieste del cliente
  • essere in grado di collaborare efficacemente con altri membri dello staff
  • capacità organizzative e di gestione del tempo
  • essere multitasking; saper lavorare sotto pressione in un ambiente dinamico e frenetico
  • essere in grado di gestire efficacemente il tempo e le priorità
  • essere responsabili, affidabili ed organizzati
  • essere orientati alla cura dei dettagli
  • motivazione e disponibilità a lavorare in modo indipendente, così come all’interno di un team multidisciplinare
  • saper accettare le critiche costruttive
  • forza fisica, destrezza manuale, cognizione visiva/spaziale
  • essere in grado di stare seduti, in piedi, piegati, inginocchiati, salire le scale per diverse ore

Carriera e retribuzione: quanto guadagna un Visual merchandiser

In premessa, va fatta una specifica, il Visual merchandiser può lavorare come libero professionista, anche in qualità di consulente, o come dipendente di una boutique o di un’azienda che possiede una catena di negozi.

Ma è soprattutto nell’ambito del lavoro da libero professionista che il Visual merchandiser riesce ad ottenere le remunerazioni migliori, in base alla sua fama, alla sua bravura e al numero di clienti del proprio giro, questo professionista della creatività e della comunicazione può arrivare a guadagnare anche 4.500 € al mese.

Per quanto riguarda il lavoro dipendente, lo stipendio medio per il Visual Merchandiser in Italia è 49.275 € all’anno.

Gli stipendi per questa posizione partono da 34.000 € e, per professionisti con esperienza, arrivano fino a 69.000 € 

Il lavoro di progettazione del quale si occupa il Visual merchandiser viene generalmente svolto durante orari di lavoro standard, tuttavia, la realizzazione degli spazi espositivi si svolge dopo la chiusura del negozio.

L’orario di lavoro è quindi più esteso rispetto alle attività impiegatizie o manageriali più comuni.

Un Visual merchandiser può anche farsi strada dall’interno, partendo come addetto alle vendite, imparando sul campo e successivamente scalando i gradini gerarchici e facendo carriera, fino ad arrivare al livello più alto, il Visual merchandiser manager.