I lavori più richiesti: la situazione in Italia fra professioni del futuro e competenze must have

I lavori più richiesti: la situazione in Italia fra professioni del futuro e competenze must have

Continua la nostra indagine nella panoramica lavorativa, in questa occasione analizzando una complessa e un po’ spinosa tematica: laricerca del lavoro; che si tratti di prima esperienza o cambio di rotta nella nostra vita,

attivarsi seriamente e canalizzare le energie alla ricerca di un’ occupazione, ad oggi, sta diventando …..un vero e proprio  lavoro.

In questo articolo tratteremo varie tematiche, di seguito quello che troverete:

  • elenco dei lavori più richiesti in Italia (alcuni dei quali senza necessità di diploma)
  • elenco dettagliato di alcune professioni emergenti
  • lavori del futuro e quelli sicuramente più richiesti
  • elenco dei lavori più pagati

ma anche spunti interessanti per entrare in una nuova ottica di ricerca attiva del lavoro. Scopriremo infatti quanto sia profondamente sbagliato e sorpassato affermare che “ in Italia non ci sono posti di lavoro”.

La verità è un’altra e potrebbe non piacere troppo.

Situazione del mercato italiano attuale

Per sintetizzare potremmo dire che è un po’ migliorata negli ultimi anni, ma si continua a lavorare meno che nel periodo prima della crisi (ricordiamo che la situazione qui descritta fa riferimento al periodo precedente l’emergenza Covid-19). Scopriamo le carte…

Con riferimento ai dati forniti dall’ISTAT, la situazione si compone in questo modo: 

Abbiamo da un lato una minoranza in crescita costituita da precari (con contratti a termine aumentati di un terzo), lavoratori over 50 che si sono trovati esclusi dal mondo del lavoro e fenomeni sempre più diffusi di sottoccupazione /part-time involontario (cioè casi in cui non è scelto liberamente dal dipendente il fatto di lavorare meno ore), cresciuti in dieci anni del 131 %. Dall’altro invece, una buona fetta di lavoratori con contratto indeterminato, circa 15 milioni (un dato che è rimasto stabile).

Questo ci porterebbe a dire che  in Italia la maggioranza dei lavoratori  è contrattualmente molto tutelata (anche se meno che in passato). Possiamo dirlo, ma è giusto anche segnalare che i record nei tassi di occupazione sono stati raggiunti soltanto grazie all’aumento di lavori precari e instabili. Un serpente che si morde la coda.

(Fonte: https://www.ilpost.it/2019/05/01/lavoro-italia-precari/ )

Indubbio è che ci siano più fronti su cui lavorare, per migliorare gradualmente la situazione. Parlo per tutti quei lavoratori o persone in cerca di occupazione che si ritrovano nella cerchia dei lavori precari, delle situazioni di stallo lavorativo o di molta incertezza generale sul futuro. E’ altrettanto intuitiva l’idea che qualcosa debba cambiare, se non nel mondo prima in noi stessi, per far si che l’ammontare di questa incertezza generale cali.

Cercare lavoro con la giusta ottica

Vorrei proseguire la nostra lettura virtuale con questa frase :

Secondo uno studio del World Economic Forum, il 65% dei bambini che oggi sono alla scuola elementare

 “da grande” farà un lavoro che oggi non esiste nemmeno.

 Fonte: Businessinsider

Niente drammi. Quello che questo studio ci vuole suggerire è l’ormai necessario cambio di rotta a fronte di un evidente mutamento nelle esigenze di mercato globale.

Come vedremo più avanti infatti, per i lavori futuri sarà necessario (quando non fondamentale) possedere conoscenze digitali, preparazione a livello di intelligenza artificiale e approfondite conoscenze tecniche, strumenti che si andranno ad applicare alla stragrande maggioranza degli impieghi, anche nelle aree apparentemente meno quotate, per esempio, nell’agricoltura.

A quelli di noi che con sospetto e –diciamolo – con timore, vedono nella tecnologia il nostro rimpiazzo, è giusto anticipare che le macchine ci sostituiranno solo nei lavori meno qualificati. Secondo gli esperti, non esiste alcuna prova che il lavoro umano sparirà, se non nel 5-10% dei casi e, lo ripetiamo, questo avverrà per le attività più ripetitive; tuttavia è senza dubbio evidente un cambiamento delle abilità richieste ai lavoratori.

Nota negativa, al momento si sta registrando un divario tra competenze richieste e quelle disponibili, perché tanti (aspiranti e non) lavoratori non ne sono al momento in possesso. I più attenti e propensi al cambiamento  stanno cercando di aggiustare il tiro, proseguendo la propria formazione anche a distanza di anni dall’esperienza scolastica.

Per i ragazzi che ancora non sono completamente usciti dal percorso educativo invece, si sente il bisogno di puntare tutto su una migliore formazione scolastica, accompagnata da un percorso di orientamento, che faciliti il proseguimento degli studi o un adeguato inserimento in quelle che sono oggi le richieste del mercato.

Cosa chiede il mercato oggi

Cosa-chiede-il-mercato-oggi

Abbiamo detto che un aspetto molto importante in questo momento è quello di riuscire ad aderire il più possibile a quelle che sono le nuove richieste di mercato: lo è tanto per i giovani che si affacciano alla prima esperienza, quanto per chi, a carriera avviata sente la necessità di operare qualche cambiamento alla propria formazione sul campo, in modo da risultare più appetibile e giocare le proprie chance. Ma cosa chiede e cosa ha chiesto ultimamente il mercato italiano?

Le richieste del 2019 hanno coinvolto diversi settori: dall’industriale al turistico passando per il commerciale, quello dei servizi alle imprese, quello della pubblica amministrazione, costruzioni, trasporti e sanitario. E, inutile dirlo, svettavano le richieste per impieghi in ambito digitale: nello specifico si ricercava personale che potesse occuparsi di intelligenza artificiale, di sicurezza digitale, analisi di mercato e di dati.

Per chi decide di rimanere fedele alla sua Italia, è giusto che si tenga presente qualche punto fondamentale: primo fra tutti un cambio nella domanda di lavoro da parte delle aziende che ricercano più tecnici e meno operai: a partire dal 2007 infatti, il numero di operai si è ridotto di oltre 1 milione di unità (di questi, operai in professioni tecniche e qualificate di circa 500mila unità). E’ invece aumentato il personale non qualificato (480 mila occupati) sia di lavoratori in professioni esecutive nel commercio che nei servizi.

Secondo punto, importante tanto quanto il primo, l’avanzare inesorabile della tecnologia richiede oggi un nuovo tipo di lavoratore, con competenze, come abbiamo già detto, digitali. Più che operai oggi si cercano persone che sappiano far funzionare la macchina.

Orizzonti e figure digitali

Una ricerca effettuata da LinkedIn (intitolata Emerging Job Report) ha analizzato i profili pubblici della propria piattaforma che hanno ottenuto un posto di lavoro full time nell’arco degli ultimi anni, più precisamente dal 2015 al 2019; in seguito all’analisi di questi dati, è stata stilata una classifica sulle competenze più (e meno) richieste nello stesso periodo, per eleggere le competenze più ambite nel corso del 2020.

Se in Europa la posizione più richiesta è quella dell’ Artificial Intelligence Specialist (esperto di Intelligenza Artificiale), quando si tratta di zoomare sull’Italia le cose non sembrano andare di pari passo; ma l’Intelligenza Artificiale e le nuove tecnologie rivestono comunque anche per il nostro Paese un ruolo chiave.

Sono svariati i settori in cui un esperto di IA può trovare occupazione, tra questi sicuramente la programmazione di software per computer e altri dispositivi, ma anche sbocchi interessanti nei servizi finanziari e nel mondo della ricerca universitaria.

L’orizzonte digitale rimane quello più interessante perché di fatto ha creato delle nuove posizioni lavorative.

Accanto alla figura dell’esperto di Intelligenza Artificiale compaiono altre figure interessanti destinate ad occupare un importantissimo ruolo nell’imminente futuro. Sono tutte  professioni che fino a qualche anno fa non esistevano nemmeno e che sono state create dalla rivoluzione tecnologica. Di seguito quelle più richieste, anche in Italia, per il 2020:

  • Data Scientist
  • Digital HR
  • Legal Tech
  • Energy Manager
  • Software e App Developer
  • Digital Marketing Specialist

Data Scientist:

Si occupa di reperimento, gestione e analisi dei dati, elaborando report di grande importanza per l’azienda. Un lavoro che coniuga big data, approccio scientifico e business intelligence, per il quale solitamente si richiede una laurea in ingegneria gestionale e un master in data science;

Digital HR (Human Resources):

La versione 2.0 della “gestione e coordinamento delle risorse umane”, settore anche questo influenzato dalla trasformazione tecnologica. La nuova gestione consentirà una migliore amministrazione delle attività di reclutamento del personale, del benessere aziendale e delle retribuzioni, modificando approccio e mentalità dei suoi responsabili. Si richiede una laurea in psicologia o giurisprudenza e un master in human resource management;

Legal Tech:

Sono avvocati e consulenti che lavorano in contesti digitalizzati, applicati al settore legale. Forniscono servizi riguardanti la gestione degli studi legali, la tutela della privacy, disbrigo pratiche ed altre mansioni attraverso moderni software gestionali. Si richiede una laurea in giurisprudenza o ingegneria gestionale e un master in data protection;

Energy Manager:

Esperto di energia aziendale che monitora e analizza i consumi aziendali, individuando e promuovendo precise azioni di efficienza e gestione energetica attraverso il risparmio e le attività di sensibilizzazione. Può essere sia interno che esterno all’azienda e può occuparsi anche di coordinamento del personale interno apportando il suo aiuto negli acquisti, appalti e comunicazione. E’ richiesta laurea in scienze economiche con master in gestione delle reti energetiche e in economia e management delle risorse naturali;

Software e App Developer:

Sviluppatore di software/ app, ma anche creatore di programmi informatici quali software per e-commerce, sistemi gestionali, analisi dei dati e automazione industriale. E ancora filmware, antivirus, videogiochi. È richiesta una laurea in ingegneria e specializzazioni in sviluppo software e app;

Digital Marketing Specialist:

L’esperto delle attività di marketing nei canali web. Sviluppa le attività commerciali analizzando i trend di mercato e costruendo strategie e offerte per raggiungere più utenti e clienti possibili. Progetta e gestisce attività di video, content e social media marketing con tecniche SEO, SEM, mobile e email-marketing, definendo e analizzando i dati con l’obiettivo di migliorare e raggiungere una strategia efficace e integrata. Richiesta laurea in comunicazione, economia e management e un master in digital marketing.

Se non digitale che sia tradizionale. Ma competente

Se-non-digitale-che-sia-tradizionale.-Ma-competente

Accanto a questi, il nostro Paese continua comunque ad aver bisogno di  personale competente in altri ambiti: molte aziende sono alla ricerca di fabbri, montatori, saldatori e  operai specializzati.

 In questo caso però  il problema è che c’è più domanda rispetto all’offerta: le persone che si candidano per queste posizioni  sono numericamente inferiori rispetto all’offerta promossa delle aziende. Caso analogo agli ultimi citati, quello di due altre categorie molto ambite dagli “offerenti”: informatici e tecnici ingegneristici.

Per chi non volesse lavorare nel settore aziendale, è possibile candidarsi come addetti alla ristorazione, altro ambito in cui c’è carenza di figure, così come nella categoria degli estetisti.Questi lavori richiedono comunque il possesso di un diploma. Cosa si può fare, o meglio, che scelta si apre per chi non ne dispone?

Ecco una serie di occupazioni per i quali non sono solitamente richiesti titoli di studio (è chiaro che un qualsiasi titolo viene sempre valutato come requisito preferenziale): badanti, magazzinieri, custodi, autisti, addetti alle pulizie, cassieri. Come si può notare, per ciascuna situazione si possono trovare delle opportunità di impiego, anche in Italia.

I lavori del futuro e le richieste previste per i prossimi anni

Conoscere le professioni e le competenze più richieste nei prossimi anni è utile a tutti: permette di valutare la propria posizione attuale, orientarsi in modo più consapevole e azzeccare la mossa vincente. A questo punto, per chi può ancora pianificare in modo accurato un piano di studi si fa largo l’intuizione di informarsi preventivamente sul ventaglio di offerte proposto dal mercato.

Pensiamo ai giovani che stanno ancora terminando la fase di studi: possono indirizzarsi direttamente verso un percorso scolastico che li porti ad acquisire le competenze che saranno richieste dal mondo del lavoro.

Per i meno giovani invece si tratta di anticipare le mosse e le richieste, puntando su percorsi di formazione continuativa e acquisizione di nuove competenze; questo permetterà loro di  non farsi cogliere impreparati quando l’occasione si farà avanti (perché si farà avanti).

Lasciando la parola ad alcune analisi e alle previsioni del mercato, nei prossimi anni i lavori più richiesti riguarderanno diversi settori professionali. Ci sarà, ad esempio, una maggior richiesta di igienisti dentali, operatori del turismo ed assistenti socio-sanitari come professioni tradizionali. E, ritornando ancora una volta alla sfera digitale, si faranno largo nuovi profili lavorativi quali: il social media manager, l’esperto di sicurezza informatica ed il manager di e-commerce.

Social Media Manager:

Questa figura cura la presenza di un progetto sui social network, gestendo i profili social di un brand, un’azienda, un ente o in alcuni casi di  personaggio famoso; definisce la digital strategy da adottare, monitora le performance ma anche l’eventuale feedback degli utenti; inoltre  pianifica, crea e distribuisce contenuti sui canali social;

Esperto di sicurezza informatica:

L’esperto di sicurezza informatica previene le minacce a tutto tondo che provengono dal web, in particolare quelle che riguardano la diffusione di dati sensibili.

Manager di e – commerce:

Il manager di e-commerce definisce le strategie di vendita del portale sul web, gestisce vendite online (monitorandone poi l’andamento), cura i cataloghi dei prodotti/servizi, analizza le informazioni relative ai propri clienti per conoscere meglio il target e di conseguenza, proporre loro il giusto prodotto.

Come cambierà il lavoro in Italia nei prossimi anni

Non è un mistero che l’Italia sia uno dei paesi meno avvezzi al desiderio di cambiamento socio-economico.

E’ infatti indicata come uno tra paesi più “vecchio stampo” ed è  in un certo senso restia ad accettare (sarebbe ancor meglio dire accogliere) queste grandi evoluzioni. Lo dimostrano i fatti: il Rapporto Annuale 2017 dell’ISTAT dice che il nostro è il Paese più vecchio d’Europa e che negli ultimi periodi si è registrata una crescita economica al di sotto del periodo pre-crisi, mentre gli altri paesi l’hanno già ampiamente superato.

Fonte: Randstad

Ma ci pensa ancora una volta la tecnologia a cambiare le carte in tavola. Pare infatti che con l’avvento delle nuove impostazioni lavorative, i lavoratori vedranno modificare il 50-60% delle attività che svolgono oggi nel giro di 5 anni. Non è proprio il caso quindi di remare contro il proprio destino. Al contrario, cercare di vivere al meglio il cambiamento.

Le lingue straniere

Non esiste offerta di lavoro che non reciti la seguente frase: “richiesta buona padronanza di almeno una lingua straniera”.

La scuola in generalesembra ormai rispondere bene a quelle che sono le esigenze sociali ma anche di mercato attuale, lasciandosi così alle spalle quella sensazione di precarietà a livello linguistico che ha tormentato molti giovani studenti intorno agli anni Novanta.

Se da una parte praticamente in ogni ambito lavorativo è richiesta conoscenza e buona padronanza della lingua inglese, dall’altra la forte globalizzazione crescente ci impone, ma che dico, ci invoglia allo studio della lingua perlomeno per capire l’interlocutore straniero e favorire il dialogo e la comunicazione.

Dall’inglese fortunatamente oggi non ci si scappa, ma fra le nuove lingue più richieste troviamo anche l’arabo e il cinese, in risposta alla crescita economica di questi Paesi.

Arabo e cinese sono due lingue sempre più rilevanti nel mondo degli affari e in forte espansione, ma sono anche tra gli idiomi più difficili da imparare: per entrambe si stima che servano in media 2.200 ore di apprendimento per raggiungere un buon livello.

 L’arabo inoltre è una lingua emergente a livello globale e in futuro rivestirà un ruolo primario: grazie alla florida economia locale, è destinata a diventare la quinta lingua più rilevante al mondo. In Italia, attualmente è parlato solo dallo 0,65% della popolazione. Cerchiamo di non rimanere troppo indietro.

Il cinese rappresenta invece da più tempo una lingua molto importante per le imprese italiane: la Cina è infatti il terzo partner italiano per l’import ma, ad oggi, la sua lingua viene parlata solo dallo 0,11% degli italiani. Il cinese, che è anche la lingua più antica del mondo, è destinata a diventare la seconda più potente e giocherà sempre più un ruolo chiave anche per il mondo dell’e-commerce, nel quale conta già 421 milioni di utenti internet.

L’inglese è sì conosciuto da 17 milioni di italiani, ma solo il 10,8% lo parla a un livello professionale.

Parlata in totale da 2,32 miliardi di persone, attualmente è la più utilizzata sul web: quasi il 60% di tutti i contenuti online sono in inglese e 469 milioni di utenti internet sono madrelingua inglesi; quello inglese rappresenta e rimane quindi un importantissimo mercato per le aziende italiane.

Oltre all’inglese non ce la sentiamo di abbandonare francese e tedesco, che sono ormai tra le lingue straniere più conosciute in Italia, sia per la loro diffusione nei piani studio di scuole secondarie, sia per motivi di affinità tra i Paesi: Francia e Germania rimangono infatti partnership consolidate per intese commerciali del mercato italiano.

Classifica dei lavori più remunerativi

In questa particolare fase storica le aziende italiane cercano figure ad alta specializzazione e dalle spiccate doti di comando. In gran parte dei casi si tratta di manager, chiamati a dirigere le aree più diverse dei settori produttivi della nostra economia. Sul fronte della retribuzione, invece, è fondamentale l’esperienza e “l’anzianità di servizio”. I più pagati, infatti, sono i professionisti che ricoprono ruoli di responsabilità, per i quali   è necessaria una lunga gavetta alle spalle.

Termino quindi questa panoramica lavorativa segnalando l’ elenco dei lavori più remunerativi ad oggi in Italia e qualche spunto per chi volesse tentare fortuna altrove, con un elenco dei lavori al momento più richiesti all’estero. Ricordatevi di accogliere il cambiamento.  E dove potete, cercatelo.

  • HR Manager (manager risorse umane): fondamentale nell’infrastruttura aziendale, di fatto  seleziona e compone un team di successo. Si tratta di una delle professioni più pagate in Italia, stipendio annuo medio di 54.308 euro.
  • Finance Manager (responsabile gestione finanziaria) : è chiamato a gestire le finanze dell’azienda. Chi è a capo della gestione economica, di fatto ha tra le mani le “chiavi dell’azienda”. Va da sé  che il suo compenso sia adeguato all’incarico che svolge: 54.809 euro l’anno.
  • Commerce Manager (responsabile settore commerciale): L’anima dell’azienda è il settore commerciale: è quel comparto che consente di vendere beni o servizi, permettendo di realizzare profitti e guadagni. Avere un buon reparto commerciale è fondamentale per ogni azienda che si rispetti e quindi non stupitevi se tutte loro sono pronte a pagarne il responsabile anche 58.796 euro all’ anno.
  • Regional Sales Manager (responsabile regionale settore vendite):
  • Stesso discorso è valido anche per il Regional Sales Manager, quella figura che, nelle grandi aziende, si occupa delle vendite in una particolare area geografica. Gli stipendi, in questo caso, toccano i 60.422 euro circa all’ anno.
  • General Manager (direttore generale): il vertice dell’azienda, ovviamente, è anche quello con lo stipendio maggiore. Secondo lo studio Glassdoor, lo stipendio medio dei General Manager italiani è di 86.773 euro annui.

I lavori più richiesti del momento all’estero

  • insegnanti di scuola primaria e di infanzia 
  • servizio di cura della persona (estetisti, fisioterapisti, parrucchieri)
  • informatici
  • commessi
  • addetti alle pulizie