L’ Animatore Turistico: tra professione e passione

Chi fa l’animatore turistico da molte stagioni sa che gli ospiti di un villaggio cambiano periodicamente, potremmo dire ogni settimana, ma le frasi che si sentono ripetere non cambiano negli anni! Iniziamo così:

  • Erano meglio quelli dell’anno scorso
  • Certo che il vostro lavoro si può fare solo da giovani
  • Ma come fate ad avere tutte queste energie?
  • Ma mangiate anche voi?
  • Eh beati voi che state in vacanza tutto l’anno
  • Che tempo danno per domani?
  • Bella vita eh
  • Sei il nuovo Fiorello!

Parto dall’ultimo punto: potreste non saperlo, ma Fiorello prima di essere il brillante showman di oggi è stato per molti anni Animatore Turistico presso diversi villaggi, e, come dire, gran parte della gavetta l’ha fatta proprio in quegli anni. Durante un’intervista ha raccontato di sé e di questa esperienza in particolare:

“ Entrando nel villaggio ho visto l’Eden. Il giorno seguente mi sono recato all’ufficio di collocamento e ho detto: qualsiasi cosa mi facciate fare, io devo entrare in questo villaggio”. Era l’inizio degli anni ‘80.

Chi è l’animatore turistico?

Chi-è-l’animatore-turistico

Per Fiorello come abbiamo detto, questo lavoro ha segnato in qualche modo il suo inizio carriera: l’esperienza nel campo lo ha sicuramente spronato verso il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento. Ma che tipo di lavoro è quello dell’animatore turistico?

L’animatore turistico, per riassumere è la persona che si occupa dell’intrattenimento e del tempo libero dei visitatori in vacanza; in particolare, la figura organizza nel minimo dettaglio attività ricreative, momenti di gioco e di sfida per tutti, grandi e piccini. Per poterla svolgere si deve essere necessariamente maggiorenni e la fascia d’età più precisa a cui si fa riferimento è quella tra i 18 e i 30 anni.

La figura professionale, come la intendiamo oggi, nasce nel 1983 con la Legge Quadro sul Turismo (legge 271/1983) che all’articolo 11, dipinge il nostro soggetto come colui che, per professione, organizza il tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative, sportive e culturali.

L’Animatore coordina, in effetti, tutta l’attività ricreativa di un luogo residenziale di villeggiatura, sia questo villaggio turistico, hotel o residence, operando a favore dell’integrazione e della socializzazione tra gli ospiti: così facendo, partecipa alla creazione di quello che in gergo tecnico viene definito un “buon gruppo vacanza”. Le attività che l’Animatore propone puntano tutte all’intrattenimento dell’ospite nei vari momenti della giornata e variano a seconda del contesto in cui ci si trova ad operare.

C.C.C. : Compiti e Competenze nel Campo

L’-Animatore-Turistico

Ogni lavoro che si rispetti ha la sua lista di competenze da poter depennare, affinché il nostro soggetto non sia semplicemente un lavoratore ma un capace professionista nel suo mestiere. Una cosa però sembra chiara e lampante: quando si tratta di entrare in contatto con il pubblico, gestire e impostare una comunicazione coinvolgente non basta, ed ecco che la lista delle competenze di colpo si allunga ad un’infinità di criteri.

Quindi, non si tratta mai solo ed esclusivamente di:

  • capacità organizzativa
  • capacità di lavorare in team
  • spiccate doti comunicative

ma anche di dimostrare:

  • ottima versatilità
  • prontezza all’azione
  • buone capacità di adattamento
  • spirito di collaborazione
  • resistenza alle tensioni e allo stress
  • autocontrollo

Non solo, per un animatore un aspetto molto importante è la “specializzazione” in una delle discipline dello spettacolo: dalla musica al ballo passando per l’intrattenimento di bambini e ragazzi, particolare attenzione si da anche allo sport.

All’animatore turistico è inoltre richiesta una buona parlantina e la capacità di stabilire un immediato contatto con la gente,  creando un grado di sensibilità che gli consente di entrare in empatia con le più diverse tipologie di turisti, sia italiani che stranieri.

Non solo spiccata comunicatività ma anche…

Una grande disponibilità a spostarsi e viaggiare per lunghi periodi, non ultimi:

  • allegria
  • entusiasmo
  • spontaneità
  • creatività
  • fantasia
  • dinamismo
  • lingue straniere? Certamente! Anche se qualcuno obietterà con – beh non è sempre un requisito indispensabile, dipende molto dall’area geografica dove si viene destinati – la risposta più istintiva è che, oggi, perfino il turismo italiano è molto condizionato dalla controparte di viaggiatori stranieri; detto questo, così come a noi fa piacere trovare qualcuno che all’estero ci accolga con un caloroso Benvenuto! anche lo straniero gradisce sentire in lontananza un Bienvenidos! o Welcome!

Compiti dell’animatore turistico

I compiti di un animatore sono abbastanza complessi, non tanto perché troppo laboriosi quanto per la costante organizzazione che richiedono, giorno per giorno e per tutto il giorno. I principali :

  • Programmazione e organizzazione delle attività da proporre agli ospiti (per esempio giochi, tornei, sport, spettacoli, feste)
  • Informazioni date ai turisti circa il programma della giornata
  • Cura nello svolgimento delle attività, assicurandosi costantemente che gli ospiti si divertano (fondamentale controllo del feedback)
  • Creare le condizioni favorevoli alla socializzazione tra turisti
  •  far sentire tutti, il più possibile, a loro agio
  • Coinvolgere i nuovi turisti nelle attività di animazione
  • Prevenire eventuali episodi di tensione tra i partecipanti
  •  organizzazione tornei, giochi per bambini, feste e spettacoli musicali
  • Concordare il programma di animazione con il responsabile degli animatori, definendone orari e spazi destinati

 Tre punti tra quelli citati in particolare non sono assolutamente da sottovalutare:

  • • Curare lo svolgimento delle attività e assicurarsi che gli ospiti si divertano: è un obiettivo lavorativo irrinunciabile: significa creare situazioni di agio, benessere e desiderio nel turista di lasciarsi trasportare dall’avventura e dall’atmosfera della vacanza.

    • Creare le condizioni perché gli ospiti socializzino tra loro e si sentano a loro agio: se il cliente è a suo agio, si sente più libero di allargare gli orizzonti ed uscire dalla zona di comfort.

    •Prevenire eventuali episodi di tensione tra i partecipanti: ovverorisolvere problemi e incomprensioni che inevitabilmente possono sorgere tra gli ospiti, dal momento che ognuno ragiona con la propria testa e non con quella dell’altro o addirittura in un’ottica di gruppo.

Dove lavora l’animatore turistico?

L’animatore turistico lavora in villaggi turistici, hotel, spiagge, navi da crociera, resort e località di villeggiatura in generale, dove svolge diverse attività a seconda delle esigenze dei turisti, della struttura e della stagione in cui sta lavorando.

Per chi lavora?

Lavora per villaggi vacanza, ma anche per altre strutture che negli ultimi anni si stanno affiancando:

  • stabilimenti balneari
  • parchi di divertimento
  • hotel
  • aziende di promozione turistica

Tipi di Animatore turistico

animatore

Non esiste un cartamodello definito di animatore: ognuno con la sua personalità e le sue abilità costituisce un soggetto a se stante. Allo stesso modo, non esiste solo la figura di Animatore di Villaggi Turistici: altri profili  partecipano al progetto e si dividono i compiti nel grande team degli animatori, vediamone alcuni

Animatori per attività bambini e ragazzi: sono coloro che nel villaggio animano ed assistono i bambini e ragazzi da 0 ai 16 anni; per e con loro inventano balli e tornei, serate a tema. Hanno una naturale predisposizione per le attività rivolte all’infanzia e conoscenze/esperienze pedagogiche e puericultrici. A volte si tratta perfino di studenti in pediatria.

Animatori di contatto: sono i puri animatori del villaggio, ragazzi che coinvolgono ed intrattengono gli ospiti con bravura, talento e simpatia. Hanno buona socievolezza, spigliatezza, propensione all’empatia col pubblico, ma anche dimestichezza con l’uso del microfono e un proprio repertorio già avviato.

Hostess/steward: sono le ragazze ed i ragazzi che a contatto con gli ospiti li informano e li coinvolgono sulle attività del villaggio, organizzano appuntamenti, curano le pubbliche relazioni e gestiscono alcune funzioni chiave del villaggio. Completano la figura bella presenza e comunicatività.

Istruttori sportivi: persone che insegnano sport; gente dinamica con ottima pratica nella loro disciplina. Alcune specialità spesso ricercate: vela, windsurf, tennisti, addetti palestra, arcieri, nuoto, canoa, golf, kite surf, trekking, ginnastica, pattini in linea, snoerkling.

Musicisti: gli animatori musicisti animano con il loro talento e la loro musica le vacanze dei nostri ospiti. Sono pianisti, chitarristi ed altri strumentisti – batteria, basso, sassofono- con buon repertorio di musica leggera. Alcuni sono anche cantanti.

Accompagnatori alle escursioni: sono coloro che organizzano le escursioni e vi accompagnano i clienti, raccogliendo le loro adesioni e pubblicizzando tra di loro le escursioni stesse. Hanno esperienza nel settore e una buona comunicatività.

Quanto guadagna l’animatore turistico?

Quanto si trova in busta il nostro professionista a fine mese? Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima introdurre un concetto molto semplice ma anche molto importante: il concetto di esperienza. L’importo in euro varia soprattutto a seconda dell’esperienza del singolo; detto ciò, il compenso ha come estremi minimo e massimo i 500 euro mensili degli animatori alla prima esperienza e i 2000 euro dei capi animatori con tot anni di lavoro alle spalle; tralasciando gli estremi e volendo invece fare una media nazionale lo stipendio viaggia tra i 600 e i 1000 euro.

Ma udite udite, la differenza la fanno le mance: più la struttura alberghiera o il villaggio vacanze è lussuoso, maggiori sono le speranze di ricevere golose mance giornaliere o settimanali da parte dei clienti.

E se sono alla prima esperienza, che si fa?

Chi non ha mai svolto l’attività di animatore turistico e intende provare questa avventura, non avrà nessuna difficoltà ad inserirsi: tra la possibilità di formarsi abbastanza rapidamente e la quasi certezza di trovare immediatamente impiego, è molto probabile che non si possa contare su uno stipendio altissimo ma allo stesso tempo si è compensati dal poter fare tutte le vacanze estive gratis. Vitto e alloggio infatti sono sempre spesati per tutto il periodo dell’impiego.

La Formazione dell’ Animatore 

Dopo aver letto l’articolo e aver deciso di diventare a tutti i costi un animatore di villaggio turistico (non male come prospettiva,vero?) dovrete affrettarvi a contattare un’agenzia che organizza corsi di formazione: anche se quelli che andrete a svolgere sono lavori semplici e coinvolgenti, un minimo di preparazione iniziale ci vuole davvero.

In alcuni casi, le stesse aziende turistiche che organizzano i corsi si preoccupano anche di formare i nuovi animatori all’inizio della stagione, in modo che siano in grado di svolgere il lavoro al meglio: durante queste giornate vengono presentati e spiegati gli standard di ospitalità della struttura, le eventuali divise da indossare, le regole da rispettare quando si organizzano le attività ricreative, sportive e di intrattenimento per i turisti.

Di solito si tratta di poche ore di formazione durante le quali i giovani verranno selezionati anche in base alle loro attitudini.

E dopo la formazione….al lavoro!

Dopo aver seguito i corsi di formazione proposti dalle diverse agenzie (dove vengono insegnate le modalità teoriche e pratiche per rapportarsi al pubblico dei turisti) è tempo di mettersi all’opera e cercare la giusta occasione…ma con chi ci dobbiamo interfacciare in primo ordine? Per poter fare domanda è bene rivolgersi non ai tour operator (semplicemente perché non si occupano direttamente di selezione del personale), bensì alle agenzie di lavoro che sono specializzate nel reclutamento di animatori e assistenti turistici in genere. Dopo aver visionato i curriculum ed aver fatto un colloquio, queste provvedono infatti alla formazione e allo “smistamento” presso le strutture che di volta in volta ne hanno bisogno. Questa operatività molto sviluppata, permette una maggiore flessibilità sia per il lavoratore che per le società che li cercano, insomma, è un modello che funziona.

Contrattualmente parlando… a stabilire i guadagni della figura professionale in oggetto ci pensa un CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) ad hoc, o meglio di categoria: come lavoratore subordinato infatti, l’animatore turistico può essere inquadrato sia part time che full time e di solito con un contratto a tempo determinato, visto che stiamo parlando di un lavoro stagionale

Vantaggi del lavoro di animatore:

  • vitto e alloggio nella struttura sono sempre spesati
  • si è costantemente in viaggio (anche se non propriamente in vacanza!)
  • se si ama interagire con le persone, non esiste occupazione più redditizia in questo senso

Quali sono i possibili sbocchi professionali?

Il ruolo dell’animatore può rappresentare il primo gradino di una carriera nel settore propriamente turistico: c’è la possibilità concreta di avanzamenti  nel ruolo di responsabile delle attività di animazione e anche di capo-villaggio o ancora responsabile di una struttura ricettiva o capo area di un tour operator. Ma è altrettanto possibile e forse più allettante l’idea di intraprendere la carriera in proprio, aprendo un’agenzia di animazione. Chi ha doti particolari può certamente trovare opportunità nel mondo dello spettacolo, in televisione e nei media in genere (vi ho parlato di Fiorello proprio ad inizio articolo…)

L’ Educatore/ Animatore di Centri Estivi

Animatore-di-Centri-Estivi

Gli Animatori di Centro Estivo sono un ramo un po’ specifico del settore Animazione Turistica: prima di tutto difficilmente escono dai confini nazionali (ma esistono esperienze simili di lavoro all’estero, solitamente svolte da studenti di scuola superiore, tra l’altro abbastanza gettonate) e secondo, non lavorano “alle dipendenze” di hotel e resort, bensì come parte dello staff dei centri estivi solitamente cittadini. Il loro compito principale è quello di coordinare, condurre e supervisionare tutte le attività ricreative dei bambini che vi partecipano; non solo: sono responsabili del benessere e della sicurezza dei partecipanti e della creazione di un ambiente sano, sicuro e divertente.

Alcuni centri estivi sono a tema, ad esempio sportivo, le mansioni degli Animatori possono quindi variare. E’ compito del personale in ogni caso tenere conto delle necessità individuali dei partecipanti e creare attività che favoriscano l’interazione sociale. Come per i colleghi impegnati nei villaggi turistici, anche gli animatori dei centri estivi si preoccupano di mettere a proprio agio un’esigente clientela (i bambini), farla divertire e promuovere la socializzazione durante le attività.

Interviste e ricordi…qualche testimonianza dal web

Vi lascio con una serie di piccole riflessioni lette in rete mentre mi documentavo e cercavo spunti per questo articolo…

“L’animazione turistica potete vederla come volete ma è in sostanza una vocazione…qualcuno sicuramente, a distanza di anni, ammetterà di averla scelta così un po’ per caso, un po’ come si scelgono tutte le strade che portano alla felicità: con qualche dubbio ma col cuore leggero. Sicuramente, nonostante l’apparente leggerezza questa si rivela essere una scelta di vita, un passo che pochi hanno il coraggio di fare. “

“Animatore di villaggi vacanze, un mito per molti ragazzi… Sfatiamo immediatamente la leggenda dell’ animatore turistico, bello, abbronzato e nulla facente; L’ animazione è sudore, lavoro, salita lunga e ripida, una sfida a muso duro che punta dritto a felicità, benessere e consapevolezza.”

“Se ne sente di gente che vuol fare l’ animatore in estate, per fuggire, fuggire da non si sa che, andare lontano e lasciare problemi e responsabilità alle spalle. Ma con gli anni e l’ esperienza noti con piacere che, se di gente che cerca lavoro in questo campo ce n’ è tanta, di quelli che il mestiere di animatore lo fanno bene e con il cuore ce n’è ancor di più. Ragazzi che decidono di lavorare, perché di lavoro si tratta, di mettersi in gioco e crescere come persone prima che come animatori turistici. Una vera e propria scuola di vita, quella dalla quale partire, per non guardarsi più indietro.”

“L’ animatore è bello, l’ animatore piace, l’ animatore diverte ma… quanto è dura? Quali gli ostacoli? Distanti da casa, lontano dagli amici e senza la mamma che, se di notte rimbocca le coperte, al mattino ti da il buon giorno. E come fare? Soprattutto che fare? “Boia chi molla” recita un vecchio motto, ed è verità, semplice e pura: non soffermatevi alle prime difficoltà, il villaggio è un mondo, un mondo parallelo che solo l’animatore può gestire, una macchina da corsa da pilotare fino al traguardo. Il trucco c’è: tener duro, guidando con responsabilità. E poi divertiti.”

FAQ: Le domande più gettonate per Animatore Turistico

🕺 Quanto viene pagato un animatore?

Solitamente il range di pagamento varia dai 600 ai 1000 euro mensili; se entriamo ancor più nello specifico, il compenso per un animatore alla prima esperienza si aggira sui 500 euro, mentre un capogruppo (dopo tot anni di esperienza) arriva ai 2000 euro.

🕺 Cosa si deve fare per diventare animatore?

Come abbiamo visto, non è richiesto un particolare titolo di studio per poter diventare animatore…sicuramente ci si deve preventivamente  informare e formare presso agenzie addette al reclutamento e formazione degli animatori; una volta conclusa la fase formativa si cerca lavoro contattando agenzie, strutture ricettive o tour operator.

🕺 Quanti anni bisogna avere per fare l’animatore nei villaggi?

Per fare l’animatore turistico nei villaggi bisogna necessariamente aver raggiunto la maggiore età. La fascia di riferimento per svolgere la professione è comunque 18-30 anni.

🕺 Cosa fa l’animatore per bambini?

L’animatore per i bambini è prima di tutto responsabile dei bimbi -ragazzi sotto la sua custodia; insieme e per loro prepara tornei, organizza attività ricreative e di interazione, feste a tema e chi più ne ha più ne metta.

🕺 Quanto prende un animatore per Centri Estivi?

Non possiamo parlare con certezza di una cifra stabilita. In questo caso, la situazione varia da centro estivo a centro estivo: molto dipende dal tipo di struttura ricettiva in cui si opera, in particolar modo da ciò che essa offre al suo interno.